Nuovo brano: Pensieri di un ateo morente

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“Pensieri di un ateo morente” è il nuovo brano che ho registrato per quello che sarà il mio futuro secondo album. Lo presenterò ufficialmente in pubblico il 19 settembre a Roma, alla manifestazione nazionale LIBERI DI NON CREDERE. Nel frattempo, si può ascoltarlo integralmente sul sito. Come ogni mia canzone, è un viaggio, che va seguito fino in fondo per capirne il senso e lo scopo. Sparatevela a volume alto! 😀

Il testo:

Pensieri di un ateo morente

Obit anus abit onus
Sta per cessare la funzione “io” del mio cervello
Con i suoi film e le sue illusioni
S’infrange uno dei due specchi
Che creavano l’effetto ricorsivo d’infinito
Il processo di consumazione
Cambia forma, non sostanza
Del resto credo di aver dipinto sul quadro della mia vita
Ben oltre il punto in cui era perfetto
Non posso chiederti
Di contribuire a togliere il dolore fisico
Ci proverò da me
Inutile continuare a leggere
Se è noto il finale
Le esequie sono pagate
Non c’è di che preoccuparsi
Il mio epitaffio è già pronto
Ho scritto anche la musica
Obit anus abit onus
E qual è il senso della vita, mi hanno chiesto mille volte
La risposta è sempre quella anche adesso
Non cambia la mia prospettiva
Da un lato è formulare domande che hanno un senso
Cosa non scontata, da imparare
Dall’altro è ogni momento in cui ti liberi di un dogma
E promuovi un’idea nuova da testare
Lo so, è arrogante un po’
Scriverti queste cose
Come se fossi l’unico ad andare
Non serve piangere
Però fallo pure
Come è naturale anche per me
E ricorda anche agli altri
Di portare l’ombrello
Perché questa settimana
Dicono che pioverà
E sarete senza un tetto
Fuori sull’asfalto
Nel parcheggio dell’ospedale
Rischiate di bagnarvi
Ora non ho alcun rimpianto
Che io riesca a ricordare
Ah, non ho più fatto, sai
Quel viaggio che dicevo
Alle Galapagos
Pazienza

6 thoughts on “Nuovo brano: Pensieri di un ateo morente

  1. Come per altre tue canzoni, il testo é straordinario, ma la parte finale, anche come atmosfera, é favolosa.
    Fra l’altro, molto bello il riferimento alle idee di Hofstadter nella prima strofa, sono sicuro che anche lui apprezzerebbe! 😉
    Aspettero’ di ascoltarla dal vivo a Settembre.

  2. Daniele on said:

    La musica è bella, spero però che gli altri testi siano un po’ più allegri!

  3. nnsoxke on said:

    Bella canzone, complimenti.
    E soprattutto concordo con frasi come questa “quando si parla di atei, per esempio in tv, se ne parla in termini di persone problematiche, in crisi, in ricerca. Insomma come dei disturbati psichici”
    Una curiosità, ma per il titolo sei stato ispirato dalla canzone dei Muse, quella dalle parole e melodia strazianti, casualmente associate alla parola ateo presente nel titolo?
    Comunque la tua canzone presenta una bella immagine, soprattutto nella parte finale. Complimenti.

  4. @ nnsoxke
    Quando ho sentito la canzone dei Muse “Thoughts of dying atheist” sono rimasto oltraggiato dal testo, che dava proprio quell’idea di ateo come personaggio maledetto e in crisi di coscienza che tanto è cara invece a chi, credente, ci VUOLE vedere così. La canzone dei Muse, con un testo come quello, avrebbe dovuto intitolarsi “Pensieri di un credente in crisi”. Allora mi sono detto: “Adesso voglio provare a raccontare io quella storia, da vero ateo” :) Ed ecco la canzone. Di recente mi sono fatto coraggio a registrarla, e farà parte del mio futuro secondo album.

    @Scardax
    Grande per aver individuato Hofstadter! 😀 Come avrai capito sono un estimatore della citazione. Un appassionato si può sbizzarrire a trovare tutti i riferimenti che metto nei testi! :)
    Comunque grazie un sacco per i complimenti, mi danno la carica per andare avanti con il progetto!

  5. nnsoxke on said:

    Sono del parere che non siano i credenti che vogliono vedere così gli atei, come persone problematiche, in crisi, penso che spesso si tratta di una vera e propria speculazione psicologica, attuata da chi si occupa della stessa religione, non la abbraccia semplicemente coe credente.
    Non so se mi spiego, si tratta di decidere come le menti dei credenti e non devono essere alimentate dai mass media, forse anche dalla musica, affinchè si crei in loro uno stato d’animo, dei preconcetti, in funzione delle idee che hanno riguardo alla religione.
    Per esempio in un credente presentare un ateo come una persona in crisi, o addirittura un suicida (come viene fuori dalla canzone dei Muse), non fa che rafforzare la fede, vedere l’opposto al suo stato come qualcosa da evitare, da compatire.
    Per una persona che si è staccata dalla religione invece questi messaggi intervengono in maniera negativa sullo stato d’animo, le persone tendono a riconoscersi in ciò che viene presentato, vengono impressionate da questo.