Offertorio

L’11 settembre 2001 ci svegliammo un po’ tutti riguardo alla serietà con cui certe persone prendevano le loro scritture. Il dito fu puntato contro l’islam, ma quando si ascolta quello che i cattolici dicono e cantano in chiesa, ci si rende conto che la differenza non è tra una religione e l’altra, ma semplicemente nel grado con cui la gente prende seriamente la religione. E’ del tutto incidentale che noi che abbiamo la pancia piena possiamo permetterci di giocare con l’irrazionale, far finta di consumare riti cannibalistici in chiesa, far finta di soffrire sotto croci immaginarie, far finta di credere nella resurrezione dei cadaveri. Non è detto che sia così per tutti e per sempre. Si capisce quanto le religioni – tutte! – siano pericolose, quando si legge un innocente san francesco che dice le stesse cose che pensavano i dirottatori di Bin Laden: “Fammi tuo strumento, in Te la morte è vita, solo morendo risorgerò…”

19 thoughts on “Offertorio

  1. Hai perfettamente ragione. L’unica differenza tra noi e l’Islam è il grado con cui la maggioranza di loro prende sul serio la religione, se vogliamo è come se fossero indietro di 1000 anni, il medioevo europeo cristiano non era tanto diverso, solo che i crociati non avevano internet e aerei di linea da dirottare…

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  3. I Maccabei. Hai mai letto quei due libri che, tra l’ altro, sono i più recenti prima di Cristo e parlano di avvenimenti storici di cui abbiamo ampie traccie nei documenti coevi Greci e Romani? In quei due libri è spiegato chiaramente (sempre per chi lo vuole capire) che Dio suscita dei Maccabei quando i miscredenti e gli idolatri vogliono obbligare i suoi fedeli ad adorare i loro idoli. Mohammed Atta e Bin Laden sono dei Maccabei. Bush e la gente come te sono degli Antioco Epifane.Dio, in questa epoca, suscita Maccabei anche tra i Cristiani.

  4. Cuzco on said:

    ti sbagli..la differenza non sta in chi prende più seriamente o meno la propria religione, ma in chi la interpreta bene o male. Nel corano non è scritto da nessuna parte che l’uomo debba farsi saltare in aria in nome di Allah e sterminare migliaia di persone…prendere “più seriamente” la propria religione vuol dire ben altro…

  5. A qualcuno sembrerà un video sarcastico e provocatorio eppure credo che per molti possa essere istruttivo. Bel lavoro, complimenti a te e a chi ha collaborato.

  6. paolo on said:

    @Cuzco.
    Nel Corano, come in ogni altro testo “sacro”, c’è scritto che per essere integrati nella società e considerati buone persone, bisogna CREDERE. Non c’è alternativa. Chi non crede è un “Kafir”, l’essere più spregevole che possa camminare sulla terra. Le conseguenze di questa separazione fra chi crede e chi pensa, sancita dai testi sacri, varia a seconda dei tempi e dei luoghi, ma non ha mai portato niente di buono all’umanità. Di questo parla il mio video. Quando poi parlo di “prendere seriamente la religione” intendo non solo il terrorismo, ma anche tutto quello che si vede nel video. Quella follia collettiva di gente che si fa del male non solo psicologicamente ma anche fisicamente. C’è chi lo fa per finta, come la gente in chiesa, (o noi nel video), e chi non scherza. Ed è solo la punta dell’iceberg, perché i veri danni sono quelli che la religione causa nella quotidianità di chi ci crede sul serio.

  7. Bel video davvero. Oltre il riferimento al rito cannibalistico della comunione, mi è piaciuta molto l’immagine della croce usata per ipnotizzare le persone.

  8. paolo on said:

    Le parentesi quadre sono il simbolo che ho scelto per il mio progetto artistico. Compaiono in tutti i miei videoclip, nei miei concerti e, naturalmente, sulla copertina del mio disco. Non c’è un unico significato, vuole essere un simbolo evocativo, quindi non esiste esatta corrispondenza. Nella copertina del disco, per esempio, rappresentano le convenzioni grafiche-linguistiche e quindi cognitive in cui l’essere umano è imbrigliato e da cui deve cercare di liberarsi per poter mettere un po’ le cose in prospettiva e capire qualcosa di sé e dell’esistenza. In altri contesti tendo a mettere tra parentesi quadre parole di uso comune ma linguisticamente prive di significato, o di referente, ad esempio [dio]. Sull’altare del video di Offertorio vogliono fare un po’ da oscuro simbolo religioso. Siccome il video non parla solo di cristianesimo, ma di religiosità in generale, i fedeli che si vedono potrebbero essere, che so, culturi di una divinità, o anche un’ideologia, che si rappresenta con le parentesi (sostituisci il crocefisso, o la falce e martello, o la svastica, o la mezzaluna islamica…)

  9. Roberto on said:

    Ottima realizzazione! Molto bene il paragone con riti pagani e l’evidenzazione di riti religiosi sanguinari.
    Ottima l’idea di cominciare a mandare questi video su YouTube. L’unica scena che trovo controproducente ai fine di un discorso ateo, quei fedeli con la lingua di fuori che attende l’ostia.
    Evidenziare le ingenuità e le contraddizioni della religione, non trascendere nella quasi derisione.
    Produciamone ancora

  10. paolo on said:

    Ovvio che c’è un riferimento all’eucarestia, però più che il ridicolo, con le lingue era forse mia intenzione mostrare il grottesco, la deformazione dei volti. Se noti, nel video non c’è nessuna comunione, e quindi non si capisce perché quegli adepti se ne debbano stare lì con la lingua fuori. Vorrei che quelle facce venissero guardate con gli occhi di un antropologo, alla stregua dei riti con cui ad esempio i guerrieri nativi neozelandesi si fanno le linguacce per sfidarsi. Credo che per capire in profondità cosa sia la religione a cui siamo sottoposti in Italia sia necessario educarsi a percepirla e vederla proprio come un fenomeno grottescamente, palpabilmente umano. Se questo significa, a livello di provocazione artistica, farne una figurina degli Schifidol, sono pronto a farlo.

  11. Michele on said:

    Non sono daccordo.
    Che io sappia i martiri cristiani in comunione con la chiesa non hanno mai ucciso nessuno, anzi morendo hanno pregato per i loro persecutori.
    Ditemi il caso di qualcuno che non rientra in questa categoria, a me non ne vengono in mente.

  12. paolo on said:

    Lo stesso si può dire per i martiri sciiti, ricordati e celebrati tra l’altro nel modo in cui si vede nel videoclip. Chiaramente non è questo il punto in questione.

  13. kocci on said:

    “la religione nn ha mai portato niente di buono”…è la cosa più assurda che abbia mai sentito: non si puo metere sullo stesso piano la parola di Dio con l’errata interpretazione di alcuni uomini…concordo con michele….(leggi alcune biografie di santi e in che contesto usano le loro frasi, troppo semplice riportare quella di S. Francesco cosi com’è), metti in luce i pro e i contro della religione e poi si può aprire un dibattito.

  14. paolo on said:

    @kocci
    Premesso che il commento non è pertinente né con i contenuti del videoclip, né con il fatto che si tratta di una provocazione artistica e che quindi non è soggetta alle regole di un dibattito.
    Aprire un dibattito, d’accordo. Ma di che tipo? Bisogna stabilire le finalità del dibattito e soprattutto le regole. Per esempio, le vite dei santi per quanto mi riguarda, da persona che non applica il metodo di pensiero noto come fede, sono solo letteratura antica. E non essendo purtroppo neanche un cultore di quel genere particolare, mi annoio notevolmente a leggere quelle cose. Comunque a suo tempo ne ho lette, di agiografie, e di filosofia scolastica ho fatto il pieno alle superiori, anche amandola, motivo per cui ho ben presenti quali sarebbero i “pro” di cui parli. Peccato che ci siano poi cose estremamente più interessanti e infinitamente più significative di quelle dette da qualsiasi santo, nonché più utili per stare meglio con se stessi e con il mondo. E’ di queste cose che mi va di parlare, più che dei pro e contro di una ideologia piuttosto che di un altra. Infatti di pro e i contro su cui fondare per par condicio dei “dibattiti”, se ne possono trovare allora anche nella religione degli aztechi che strappavano i cuori alla gente, negli inquisitori spagnoli che spappolavano la carne della gente in nome di dio, nelle dottrine naziste, fasciste, o comuniste, insomma in tutte le ideologie, religiose o no, che la mente umana ha partorito, e che in comune hanno il basarsi sull’illuminazione della “fede” (che -ribadisco- è solo un metodo di pensiero).
    Comunque, se vuoi cominciare un dibattito, ti lancio la prima domanda, a partire dalla tua affermazione. “Non si può mettere sullo stesso piano la parola di dio con l’errata interpretazione di alcuni uomini”. Se la parole hanno un senso, significa che la parola di dio va messa sullo stesso piano dell’interpretazione “corretta” di alcune persone. Allora 1. Perché dio non può parlare direttamente da solo senza doversi fare interpretare? 2. Chi decide qual è l’interpretazione corretta? 3. Se alla fine ciò che conta non è la parola di dio, ma l’interpretazione che ne danno gli uomini, perché non saltare direttamente un passaggio, e cominciare semplicemente a usare il cervello e basta?

  15. Manuela on said:

    Contiene una correzione: annulla e sostituisce quello precedente.

    Il video, molto ben girato, all’inizio è inquietante perchè gioca sull’ambiguità, data dal canto, dalle voci, molto belle, dall’atmosfera ovattata e rassicurante della piccola comunità dei fedeli che però, inaspettatamente, compiono gesti non contemplati dalla liturgia: bocche spalancate e lingue distese, sguardi fissi a crocefissi oscillanti come pendoli ipnotici… Gesti non previsti, ma che potrebbero anche esserlo,.. non troppo distanti da quello che normalmente avviene nella celebrazione del rito. La parte finale, esplicita, con le sue cerimonie truculente, è poco collegata, ma utile a definire con precisione il messaggio.
    In sostanza, questo lavoro mi sembra riesca a rendere alcune delle contraddizioni insite nell’essere cristiano/cattolico: lo scotto pagato in termini di rimbambimento, di azzeramento della capacità critica, in cambio della rassicurazione data dal sentirsi membri dii una comunità apparentemente accogliente, calda e, soprattutto, potente. Complimenti! Manuela

  16. Glenda Galimberti on said:

    Beh, che dire? non c’è nulla di nuovo, l’abbiamo capito da tempo. ma effettivamente se ancora sentiamo suonare la campane non possiamo fare a meno di dar ragione a Nietzsche:”Guarda che cosa si continua a fare per un ebreo crocifisso che diceva di essere il figlio di Dio”!. io non sono contro la religione di per sè. Ognuno ha il diritto di rovinarsi come meglio crede…e fin chè si parla di se stesso ogni individuo è libero di far ciò che più gli piace. ma farsi portavoce di un bene o male comune questo è uno degli errori più grandi di ogni uomo. E a maggior ragione di un religioso.
    Ricordo inoltre che, anche se ormai nella relogione cristianaci sono più ipocriti che altro, la vecchia morale è ancora troppo presa sul serio, e senza esagerare ciò non fa che darci sempre più prolemi.
    Chiedetevi quante nevrosi ed altri problemi psichici sono stati generati proprio da queste credenze…e chiedetebi ora chi è più malato: un nevrotico plagiato da tale religione o chi l’ha inventata?
    Glenda