p[ i] @ Centro Culturale Candiani – Mestre

Venerdì 25 maggio dalle ore 17:30
Centro Culturale Candiani – Mestre

Il circolo UAAR di Venezia mi ospiterà venerdì 25 maggio ad uno degli incontri della serie “Le strade della Ragione”. Parlerò della mia visione artistica,
concentrandomi sulla dimensione ateo-razionalistica del mio fare musica. Coglierò l’occasione per presentare il nuovo disco, di cui sto completando le ultime canzoni.

Presentazione dell’evento, a cura di Cathia Vigato
Quando il rock è cognitivo
Paolo Ferrarini non si definisce un musicista in senso stretto ma un ricercatore di linguistica e di scienze cognitive. Chi ha avuto il piacere di ascoltare il suo album, Paradigmi Gnoseologici, può godere però di musica davvero coinvolgente e densa e di una interpretazione vocale di alto livello, oltre che di testi mai scontati che inducono a riflessioni sociali e filosofiche. La lingua, il linguaggio, è l’oggetto di ricerca di Paolo ed essa si coniuga con la musica in livelli espressivi di grande portata. Le parole non rappresentano solo cose ma anche concetti, astrazioni e noi pensiamo con le parole che conosciamo, non possiamo fare altrimenti. Dunque il vocabolario che ci è insegnato, con tutti i concetti evocativi di cui è impregnato relativi alla cultura di appartenenza, è molto importante, non solo per rapportarci ai nostri simili, ma anche per conoscere noi stessi. Lo sanno bene i mistificatori di coscienze che usano alcune parole riempiendole di significati emotivi e simbolici, e svuotano, nel contempo, il vocabolario di altre parole, troppo pericolose, troppo libere. Anche le religioni hanno un preciso e singolare vocabolario fatto di termini spesso idealizzati che rimandano all’ultraterreno. Il termine dio, ad esempio, è pura astrazione che si può riempire di vari contenuti a seconda della fede professata. Ecco che allora diventa importante capire come vengono educati i bambini, a quali e quante parole e valori vengono iniziati. Uno dei pezzi per me più belli e interessanti dell’album è proprio “Archeologia della mia infanzia”, dove la critica del cantautore entra nel vivo del problema dei ricordi collegati alle parole e alla formazione di un sé che è in grande parte succube degli insegnamenti linguistici ricevuti. Uno sguardo e un orecchio attento quello di Paolo Ferrarini, al quale piace molto viaggiare, probabilmente per annotare similitudini e differenze di linguaggi e di culture. Siamo riusciti a fermare per qualche ora al Candiani, a Mestre, questo giovane talento, questo artista che compone musica, testi, grafica e che è anche un ottimo fotografo e chissà quant’altro. Venite a sentirlo, ci argomenterà su Ateismo e Arte, “”l’a[r]teismo…”, ovvero la musica come militanza ateo-razionalista”, sono sue parole. Questo artista saprà coinvolgerci con la sua simpatia, le sue considerazioni e le sue performance musicali. L’incontro sarà anche l’occasione per presentare, in anteprima, i contenuti del suo nuovo disco che avrà come filo conduttore la filosofia della scienza. Dunque Paolo ci ha preparato un vero spettacolo, quello della sua intelligente creatività, che lui chiama, con semplicità, “rock cognitivo”.

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