p[ i] on current TV

Mercoledì 11 marzo andrà in onda su Sky 130 il documentario girato per current tv sul tema dello sbattezzo. La trasmissione si intitolerà “Istruzioni per sbattezzarsi”.

Il documentario, basato in parte sulla mia vicenda personale, include frammenti del brano Archeologia della mia infanzia e del videoclip di Gravità, entrambe canzoni dell’album Paradigmi Gnoseologici.

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7 commenti su “p[ i] on current TV

  1. Avevo letto un Suo commento sul sito dell’Uaar e mi ha incuriosito il nome p[i]. Fa forse riferimento all’analisi complessa o a qualche altra idea matematica?
    Inoltre ho letto che è appassionato di musica, linguistica e scienze cognitive: conosce il saggio “Godel, Escher, Bach” del matematico e filosofo della mente Douglas R. Hofstadter? E’ il libro più illuminante che abbia mai letto e ogni volta che ho l’occasione faccio un po’ di pubblicità.

  2. paolo il said:

    Grazie Filippo per il commento. Sono un estimatore di Hofstadter, il mio libro preferito è “L’io della mente”. Mi ero regalato il G.E.B. una decina di anni fa, quando ero tutto preso dal concetto di ricorsività, in cui il libro non aveva mancato di risucchiarmi. Era anche il periodo in cui usciva il film pastiche filosofico-matematico-religioso-cospiratorio “pi” di D. Aronovsky che aveva solleticato le mie fantasie pseudo matematiche. Sai, ho sempre provato per la matematica-fisica quel timore reverenziale di chi non ci capisce granché e trova ispirazione da ciò che sta un po’ al di là della propria portata. E’ dalla potenza evocatrice del pi greco che mi ero ispirato inizialmente per il nomignolo, che poi però negli anni ha assunto per me altri, diversi, significati, che però non spiego in prosa per non uccidere.

  3. “L’io della mente” è bellissimo, fra l’altro contiene tre racconti di Raymond Smullyan, uno dei più grandi logici contemporanei, amico di Hotstadter, troppo intelligente perchè le sue opere siano tradotte in italiano. “5000 a.C.”, “This book needs no title”, “Donna o tigre?” ecc… sono a dir poco scioccanti. Comunque credo che niente possa essere paragonato a G.E.B. Non c’è nulla che amo come quel libro.
    Mi ha fatto molto piacere leggere la Sua risposta perchè è un’ulteriore conferma del profondo legame fra matematica e musica. Quello che ho sempre notato è che fisici, geometri, topologi e analisti spesso dipingono o disegnano invece logici, algebristi e teorici dei numeri suonano o sono appassionati di musica. Chissà perchè.
    La matematica è al di fouri della portata di chiunque: è costituita quasi solo da problemi aperti che nessuno sa ancora risolvere o che magari sono addirittura indecidibili. Spesso passano giorni o mesi prima di intuire la soluzione di un problema, le rare volte che ci si riesce.
    Spero di non essere noioso, quando parlo di questi argomenti non riesco a trattenermi.

  4. paolo il said:

    Per favore Filippo, dammi del tu! Vorrei tanto che la lingua italiana abolisse questa follia delle forme di cortesia. Lasciami dare il buon esempio sul mio sito! 😀
    Nel mio piccolo, mi ha sempre affascinato lavorare sulla ritmica musicale e le canzoni che ho scritto hanno avuto fin dall’inizio strutture che rompessero con gli schemi matematici che sottendono la notazione musicale (i quattro quarti piuttosto che i sei ottavi). All’inizio era una tensione di ricerca filosofica a spingermi a farlo. Ora è diventata una consuetudine, e non riesco a concepire di comporre diversamente. Se ti capiterà di ascoltare il mio disco, Paradigmi Gnoseologici, te ne accorgerai sicuramente dagli insoliti cambi di ritmo, anche se non sono equiparabili a quelli estremi del prog e del math rock. Ultimamente sto esplorando qualcosa di più difficile per me, ovvero la mancanza di struttura ritmica, con note e accenti che cadono fuori da schemi regolari, anche se complessi.

  5. Una struttura ritmica molto inusuale e originale è quella della scena del ballo del Don Giovanni di Mozart. Ci sono ben tre ritmi diversi sovrapposti: prima un minuetto in 3/4, poi una contraddanza in 2/4 e infine una danza tedesca in 3/8. Ho fatto caso a questa struttura dopo aver letto “Penna, pennello, bacchetta: le tre invidie del matematico” di Odifreddi. Ho cercato qualcosa su youtube, ma il suono non è di grande qualità.
    Comunque in Bach l’aspetto matematico della musica è ancora più accentuato. Hofstadter ha ribadito nel nuovo libro “Anelli nell’io” che l’idea fondamentale dei canoni e delle fughe è quello di un tema che deve armonizzare con se stesso, quindi particolarmente ricco di significato e difficile da comporre. La parte iniziale del tema condiziona fortemente la parte finale. L’analogia con i disegni di Escher è chiara. Se il piano deve essere interamente riempito con delle lucertole che si incastrano, è evidente che la forma della testa condiziona la forma del resto del corpo. E c’è anche un’analogia linguistica.
    E’ molto difficile scrivere frasi del tipo: “Questa frase contiene dieci parole, ventisette sillabe e sessantasei lettere” in modo che risultino vere.
    Un’altra idea molto simpatica è questa:
    Il risultato di sostituire in è: 8 è pari.
    Similmente: Il risultato di sostituire < è pari> in è: è pari è pari.
    Si tratta di banali sostituzioni.
    Il gioco consiste nel trovare una frase che genera se stessa. La soluzione è:
    Il risultato di sostituire < Il risultato di sostituire in > in < Il risultato di sostituire in >.
    Potrei continuare a parlare di un articolo di Martin Gardner sulle macchine che compongono musica, ma non voglio abusare troppo della sua pazienza anche se per i pazzi come me essere assecondati è un bisogno primario.
    Non appena possibile cercherò di procurarmi il suo disco “Paradigmi Gnoseologici”, il cui titolo mi incuriosisce parecchio.
    P.s.: ho capito solo adesso che lei è il protagonista del documentario sullo sbattezzo sul sito dell’Uaar. Non posso certo darle del tu: è davvero un grande.

  6. Filippo (errata corrige) il said:

    Ho notato un errore nel commento precedente. Tutte le scritte fra due parentesi uncinate sono state cancellate, rendendo il testo privo di senso. Riscrivo usando le virgolette.

    Un’idea simpatica è questa:
    Il risultato di sostituire ‘8’ in ‘x è pari’ è: 8 è pari.
    Analogamente il risultato di sostituire “x’ è pari’ in ‘x è pari’ è: ‘x’ è pari è pari.
    Si tratta di banali sostituzioni.
    Il gioco consiste nel trovare una frase che genera se stessa. La soluzione è:
    Il risultato di sostituire ‘Il risultato di sostituire ‘x’ in ‘x” in ‘Il risultato di sostituire ‘x’ in ‘x”.

  7. p. il said:

    Ho visto la tua intervista su current tv.
    Ti faccio i miei complimenti e ti ringrazio per aver posto in luce delle questioni fondamentali.

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