Totgeschlagen Totgeschwiegen

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Totgeschlagen Totgeschwiegen, dall’album “Prolegomeni a qualsiasi metafisica” è una canzone senza testo, cantata nello stile che avevo inaugurato in Sandanski, dove uso la voce in modo da rappresentare un urlo interiore che non ha contenuto verbale, perché i contenuti da comunicare sono troppo grandi e profondi per essere tradotti in parole. E’ quindi solo uno stato d’animo che tenta di riaffiorare all’esterno, attraverso i suoni e la musica. La canzone è dedicata alle ragazze e ai ragazzi omosessuali vittime dell’incomunicabilità e del silenzio, le due forme più gravi di omofobia con cui dobbiamo lottare ancora oggi e che bruciano molte più vite di quante si porti via la violenza fisica vera e propria. Il campo di concentramento è quindi una metafora, perché è il luogo dove si moriva sì per gli abusi degli aguzzini (totgeschlagen), ma anche per il silenzio del mondo (totgeschwiegen).

Genesi del brano

Trivia:
– La canzone è stata concepita nel 2000, scritta nel 2006, registrata nel 2011, pubblicata nel 2013
– Il videoclip della canzone è un cortometraggio intitolato “Decadent Muse”, che ha contenuti molto diversi dal senso originale del brano
– La voce che si sente a circa metà della canzone è di Jamey Rodemeyer, quattordicenne di Buffalo, NY, suicidatosi nel 2011 perché incapace di continuare sopportare le pressioni omofobiche dei bulli a scuola
– Alcune parti di chitarra incluse nell’arrangiamento risalgono alla prima registrazione fatta in casa nel 2006
– I fonemi che pronuncio nei vocalizzi riecheggiano le lingue europee che si mescolavano nei campi di concentramento
– E’ la sola canzone finora registrata in studio in cui faccio una parte di arrangiamento con il sassofono, l’unico strumento musicale che ho formalmente studiato da piccolo

Per sostenere il mio progetto musicale/culturale mi affido esclusivamente alle donazioni degli amici. A fronte di una donazione, puoi ricevere una copia fisica del nuovo disco, “Prolegomeni”, del precedente, “Paradigmi”, o scaricare il mio progetto fotografico “My Body in 50 Macros”. Mandami un’email! Grazie!

pi@paoloferrarini.net

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ENGLISH
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Totgeschlagen Totgeschwiegen, from my album “Prolegomeni a qualsiasi metafisica” is a wordless song, sung in the same style I inaugurated in “Sandanski”, where my voice represents an inner cry, with no verbal content, as the contents to communicate are too big and profound to be translated into words. It is therefore just a mood that tries to emerge through the sounds and the music. This song is dedicated to the gay girls and boys who have fallen victims of non-communication and silence, the two worst forms of homophobia we still have to fight today, and that burn many more lives than actual physical violence does. Concentration camps are therefore a metaphor, as this is where people died both for the mistreatments of their executioners (totgeschlagen), but also for the silence of the outside world (totgeschwiegen).
The video (captioned in English) is about the genesis of this song.

Trivia.
– The song was first conceived in 2000, written in 2006, recorded in 2011, published in 2013
– The videoclip of this song is a short movie called “Decadent Muse”, with contents mostly unrelated to the song
– The voice you hear in the middle of the song is Jamey Rodemeyer’s, a 14 y/o boy from Buffalo, NY, who killed himself in 2011 because he could no longer bear homophobic bullying at school
– Some of the guitar included in the arrangement is taken from the very first home recording I did in 2006
– The phonemes I pronounce in the main vocals echo the European languages that were mixing together in concentration camps
– This is the only recorded song where I play the saxophone, the only instrument I actually formally studied when I was a kid

To support my music/cultural project I entirely rely on friends donations. If you care to make a donation, you can receive a physical copy of my new album, “Prolegomeni”, of the previous one, “Paradigmi”, or download my first photo-very-graphic project “My Body in 50 Macros”. Just send me an email! Thanks!
pi@paoloferrarini.net

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