TRY

TRY

Il brano TRY, dal mio album “Prolegomeni a qualsiasi metafisica” è in realtà una delle mie composizioni più “vintage”, risalente al 2000. All’epoca non davo i titoli alle canzoni, per cui era chiamata solo canzone “numero 42”.

In quel periodo, pur essendo ancora giovanissimo e avendo fatto il mio coming out perfettamente in tempo per godermi tutta una vita di libera espressione della mia identità gay, bruciavo di rabbia e frustrazione per il tempo sprecato durante l’adolescenza a interpretare personaggi che non mi appartenevano. La ricerca del tempo perduto è un refrain che quasi ossessivamente mi ha accompagnato per tutta la vita, fonte principale delle mie nevrosi e della mia sindrome di Peter Pan.

Trovavo profondamente disturbante l’idea che molte persone di generazioni precedenti avessero sprecato molti più anni della loro vita, prima di arrivare al punto in cui ero arrivato io, imparando ad accettarsi o avendo la possibilità di cominciare a vivere solo a 30, 40, 50 anni… Decisi quindi di scrivere una canzone su questo tema, dal punto di vista di una persona che, in età avanzata, cerca di aggrapparsi il più possibile alla giovinezza altrui per cogliere almeno un riflesso di ciò che la sua vita avrebbe potuto e dovuto essere. Ed ecco TRY, una canzone in inglese, che era la lingua della mia “nuova vita”.

LULLABY

Lullaby, un breve brano che ho usato come introduzione di TRY, è interessante perché è l’unica canzone che sfugge completamente alla mia elaborazione conscia. Infatti l’ho interamente sognata, testo e parole, esattamente così come l’ho registrata. Era un’afosa mattinata estiva, e in quel sogno un mio amico, coperto di sangue e con in mano un’ascia veniva a dirmi, cantando, che sostanzialmente aveva fatto fuori la mia famiglia. La cosa strana era l’inquietante sensazione di pace e dolcezza che la situazione mi provocava, come se si trattasse, appunto, di una ninna nanna. Sicuramente Freud avrebbe avrebbe avuto molto da dire su questa cosa… Alla fine, una mosca che da un po’ mi ronzava attorno al viso mi ha fatto svegliare, in tempo per appuntarmi le parole e la musica. Sono molto grato a quella mosca, perché molte altre volte faccio bellissimi sogni musicali che superano la mia creatività consapevole, ma quando mi sveglio ricordo al massimo la sensazione che la musica mi procurava.

N 42 – TRY

How does it feel to be so gorgeous
Young, proud and precocious?
How does it feel to be so free
To express whatever you feel?
Because I’ve been waiting for this
I’ve been waiting for this so long
And now I killed my dreams realising them
I’ve been waiting for this
I’ve been waiting for this too long
Now if you let me stay in the game

I shall be your lover
I shall be your secret
I shall be your teacher
I shall be your peer

And I’ll try
To be competitive
In your world
And I’ll try
To adopt your currency
To speak with your inflection

How does it feel to be so loved
Despite your constantly being in-your-face?
How does it feel to take for granted
All these peak experiences I’m yearning for?
Cause I’ve been waiting for this
I’ve been waiting for this so long
And now I killed my dreams realising them
I’ve been waiting for this
I’ve been waiting for this too long
Now if you let me stay in the game

I shall be your lover
I shall be your secret
I shall be your teacher
I shall be your peer

And I’ll try
To be competitive
In your world
And I’ll try
To adopt your currency
To speak with your inflection

And I’ll try hard

 

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